Forums › Souverain des Dragons › Discussions › La pausa che valeva un sorriso
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juin 10, 2026 à 3:25 #71837
46130924ParticipantMi chiamo Silvia, ho trentotto anni e lavoro in uno studio commercialista a Brescia. La mia vita è fatta di scartoffie, bilanci, clienti che arrivano in ritardo e capi che non ti dicono mai « brava ». Sono sposata da quindici anni, ho due figli – Luca e Martina, tredici e undici anni – e una routine che mi sta lentamente prosciugando. Sveglia alle sei, colazione in piedi, portare i ragazzi a scuola, ufficio, pranzo al volo, ufficio, supermercato, cena, TV, letto. Giorno dopo giorno. Settimana dopo settimana.
L’altro giovedì, però, è successo qualcosa.
Era l’ora di pranzo. Di solito mangio un panino alla scrivania, mentre controllo le mail. Una tristezza. Quella volta, per noia, ho preso il telefono e ho iniziato a guardare le storie di Instagram. Una collega aveva pubblicato un video di una slot che girava. Didascalia: « Pausa pranzo diversa dal solito ». Sotto, un’amica aveva commentato: « Anche io ogni tanto ci gioco, mi rilassa. »
Mi sono incuriosita.
Non avevo mai giocato d’azzardo online. Mai. Al massimo una gratta e vinci al bar, quando i ragazzi mi chiedevano il resto. Ma quella frase – « mi rilassa » – mi è rimasta in testa. Avevo bisogno di rilassarmi. Avevo bisogno di qualcosa che fosse solo mio, in quella vita fatta per gli altri.
Così ho aperto il browser e ho cercato. Volevo qualcosa di semplice, senza troppi passaggi. Ho letto il nome del sito, ho guardato le recensioni velocemente. Sembrava affidabile. Ho fatto clic e la pagina si è caricata in un attimo. Era tutto così fluido. Non dovevo scaricare nulla, bastava navigare. Mi sono ritrovata su vavada casino online quasi senza rendermene conto, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
La grafica era piacevole, non troppo tamarra. Ho esplorato un po’, ho visto le slot, i giochi da tavolo. Non capivo molto, ma mi piaceva l’atmosfera. Mi sono registrata in due minuti. Poi ho guardato il mio conto: sulla prepagata che uso per le piccole spese avevo trentatré euro. Ne ho spostati quindici.
« Silvia, » ho detto sottovoce, guardandomi intorno per sicurezza. L’ufficio era vuoto. « Se perdi quindici euro, hai buttato una pizza. Amen. »
Ho scelto una slot con un tema floreale. Sembrava innocua, quasi femminile. Petali che cadono, farfalle colorate, una musica dolce. Puntate piccole, dieci centesimi. Ho iniziato a giocare mentre finivo il panino. Era strano, quasi surreale: la stessa mano che firmava bilanci faceva girare i rulli.
I primi minuti sono stati noiosi. Perdevo piano. Quindici diventati dodici, poi nove. Già mi immaginavo a chiudere tutto e a dirmi « che stupida ». Poi, all’improvviso, lo schermo ha iniziato a brillare.
Una luce viola, delicata. La musica è cambiata, è diventata più allegra. Le farfalle si sono allineate tutte sullo stesso simbolo. Il conto è passato da nove euro a quarantuno.
Ho smesso di masticare. Ho posato il panino. Ho guardato i numeri. Erano lì. Reali.
Ho pensato: « Ritira tutto. Subito. » Invece ho continuato, ma con calma. Ho abbassato le puntate a cinque centesimi. Volevo vedere se era solo fortuna. Altri dieci minuti. Il saldo è salito a sessantotto, poi è sceso a cinquantatré, poi è risalito a settantadue.
A quel punto ho messo giù il telefono. Ho bevuto un sorso d’acqua. Ho aspettato un minuto. Poi ho incassato.
Settantadue euro netti. Considerando i quindici che avevo caricato, avevo guadagnato cinquantasette euro in mezz’ora di pausa pranzo. Cinquantasette euro che non avevo il giorno prima.
Non ho detto niente a nessuno. Non ai colleghi, non a mio marito. Quella sera, tornata a casa, ho fatto finta di niente. Ho preparato la cena, ho aiutato Martina con i compiti, ho litigato con Luca perché non voleva fare la doccia. La solita giostra.
Ma dentro di me, qualcosa era cambiato.
Il giorno dopo, nella pausa pranzo, ho riaperto vavada casino online . Non per giocare subito, solo per guardare. Ho letto le offerte, ho visto che c’erano dei tornei. Non mi interessavano. Volevo solo ripetere l’esperienza, ma con più calma. Ho ricaricato altri quindici euro. Ho giocato venti minuti, ho vinto ventidue euro e ho incassato. Poi ho chiuso.
Ora lo faccio una volta a settimana, massimo due. Sempre la stessa cifra, sempre lo stesso limite. Non cerco il colpo grosso. Cerco quei venti minuti in cui la mia testa non pensa alle scadenze, ai compiti, alla spesa, alla suocera. Penso solo ai rulli che girano. È assurdo, lo so. Ma funziona.
Con i soldi che ho vinto in quel mese – circa centocinquanta euro in totale – ho fatto una cosa che non facevo da anni. Ho comprato un profumo nuovo. Non quello che uso sempre, lo stesso da dieci anni. Un profumo diverso, più audace, che mi piaceva ma che non avevo mai osato comprare perché « tanto a chi lo metto? ».
Me lo sono spruzzato la prima volta una domenica mattina, mentre uscivo per fare la spesa. Mio marito mi ha guardata. « Hai cambiato qualcosa? » « Forse, » ho detto. E ho sorriso.
Non è una storia straordinaria. Non ho comprato una macchina, non ho pagato un mutuo. Ho comprato un profumo e qualche ora di leggerezza in una vita troppo grigia. Ma per me è stato tanto. Perché quella pausa pranzo, mentre masticavo un panino insipido e i rulli giravano su vavada casino online , ho ricordato che esisto anche io. Non solo come impiegata, non solo come madre, non solo come moglie. Come Silvia. Con i suoi desideri piccoli e un po’ stupidi.
Ora ogni tanto, quando i ragazzi sono a letto e mio marito guarda la TV, apro il telefono. Gioco dieci minuti, poi spengo. È il mio piccolo segreto. Non fa male a nessuno. E a me fa bene.
L’altro giorno Martina mi ha detto: « Mamma, sei più sorridente ultimamente. » Le ho accarezzato i capelli. « Forse ho trovato un hobby, » ho risposto. Non le ho mentito. Solo non le ho detto quale.
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